Ernestoallegrini’s Weblog
Just another WordPress.com weblogArchivio per Giugno 10, 2008
Programmi europei: Apprendimento Permanente – Erasmus
Settore: Formazione/Istruzione
Durata: 2007-2013
Azioni che la Commissione intende sostenere:
1. Mobilità: mobilità degli studenti ai fini di studio o di una formazione presso istituti di istruzione superiore degli Stati membri, nonché i tirocini presso imprese, centri di formazione, centri di ricerca o altre organizzazioni; mobilità del personale docente di istituti di istruzione superiore finalizzata all’insegnamento o alla propria formazione presso un istituto partner all’estero; la mobilità di altro personale degli istituti di istruzione superiore, e di personale di aziende per attività di formazione o insegnamento; programmi intensivi Erasmus organizzati su base multilaterale;
2. Progetti multilaterali dedicati tra l’altro all’innovazione, alla sperimentazione e allo scambio di buone prassi;
3. Reti multilaterali gestite da consorzi di istituti di istruzione superiore e aventi carattere monodisciplinare o interdisciplinare («reti tematiche Erasmus»), il cui obiettivo sia lo sviluppo di nuovi concetti di apprendimento e di nuove competenze. Tali reti possono comprendere inoltre rappresentanti di altri organismi pubblici o di imprese o associazioni;
4. Altre iniziative volte a promuovere gli obiettivi del programma Erasmus.
Concorso Premio “Imprese femminili innovative in Puglia”
L’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione (ARTI) della Regione Puglia - su incarico dell’Assessorato allo Sviluppo Economico del Territorio della Regione Puglia – indice un concorso per sostenere lo sviluppo e la qualificazione di imprese femminili innovative in Puglia attraverso l’assegnazione di appositi premi in denaro.
Il progetto è cofinanziato dall’UE nell’ambito del Programma Operativo Regionale (POR) 2000/2006 – Misura 3.13 – Azione E, e rappresenta un modo per dare voce a tutte le imprenditrici, che hanno promosso innovazione nelle loro attività, una innovazione non solo tecnologica ma anche nell’organizzazione del lavoro, nelle politiche di marketing e nelle modalità di vendita dei propri prodotti e servizi. La somma stanziata ammonta a euro 20.000, di cui euro10.000 (diecimila) alla prima impresa classificata e euro 5.000 (cinquemila) cadauno alle seconda e terza in graduatoria.
Possono partecipare al concorso le imprese femminili che hanno sede legale e unità operativa in Regione Puglia, inoltre possono partecipare “le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60 per cento da donne, le società di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne, nonché le imprese individuali gestite da donne, che operino nei settori dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura, del commercio, dei trasporti, del turismo e dei servizi”.
Le domande dovranno essere inviate entro e non oltre il al 12 agosto 2008,esclusivamente per posta, con raccomandata A/R indicando sulla busta la dicitura “Premio Imprese femminili innovative in Puglia” al seguente indirizzo: – ARTI – Strada Provinciale per Casamassima, km 3 – 70010 Valenzano (BA).
Il concorso è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 88 del 5 giugno 2008.
Programmi europei: Apprendimento Permanente – Commenius
Settore: Formazione/istruzione
Durata: 2007-2013
L’obiettivo generale del programma è contribuire, attraverso l’apprendimento permanente, allo sviluppo della Comunità quale società avanzata basata sulla conoscenza, con uno sviluppo economico sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale, garantendo allo stesso tempo una tutela dell’ambiente per le generazioni future. L’obiettivo del programma è, in particolare, quello di promuovere all’interno della Comunità gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione in modo che essi diventino un punto di riferimento di qualità a livello mondiale.
SOTTOPROGRAMMI:
Programma Commenius: Azioni che la Commissione intende sostenere:
1. Mobilità: scambi di allievi e personale; mobilità nelle scuole per gli allievi e tirocini presso istituti scolastici o imprese per il personale docente; partecipazione di insegnanti e di altro personale docente a corsi di formazione; visite di studio e di preparazione connesse alle attività di mobilità, partenariato, progetto o rete; assistentati per insegnanti e potenziali insegnanti
2. Sviluppo di partenariati: scuole con la finalità di sviluppare progetti di apprendimento comuni per gli allievi e i loro insegnanti («partenariati scolastici Comenius»); organizzazioni responsabili di ogni aspetto dell’istruzione scolastica, al fine di stimolare la cooperazione interregionale compresa quella fra regioni frontaliere («partenariati Comenius-Regio»);
3. Sviluppo di progetti multilaterali: sviluppare, promuovere e diffondere le migliori prassi nel settore dell’istruzione, compresi nuovi metodi o materiali didattici; acquisire o scambiare esperienze su sistemi di informazione o di orientamento particolarmente consoni ai discenti, ai docenti e ad altro personale destinatari del programma Comenius; elaborare, promuovere e diffondere nuovi corsi o nuovi contenuti didattici per la formazione degli insegnanti;
4. Creazione di reti multilaterali: sviluppare l’istruzione nella disciplina o nel settore tematico di attività della rete, a vantaggio della rete medesima e più in generale dell’istruzione; acquisire e diffondere le buone prassi e l’innovazione pertinenti; fornire un sostegno, in termini di contenuti, a progetti e partenariati istituiti da altri soggetti; promuovere lo sviluppo dell’analisi dei bisogni e delle sue applicazioni pratiche nell’ambito dell’istruzione scolastica;
5. Altre iniziative volte a promuovere gli obiettivi del programma Comenius
ECVET: CREDITI…ISTRUZIONE
La Commissione europea ha presentato un progetto di sistema europeo di crediti per l’insegnamento e la formazione professionale. Questo sistema, denominato ECVET, dovrebbe permettere ai cittadini europei di ottenere più facilmente il riconoscimento delle loro formazioni, delle loro competenze e delle loro conoscenze in un altro paese. La Commissione incoraggia gli Stati membri ad adottare questo dispositivo volontario che non intende sostituire i sistemi nazionali bensì facilitare i trasferimenti tra questi sistemi. Questa nuova iniziativa si basa sul successo ottenuto dal sistema europeo di trasferimento e di accumulo di crediti (ECTS), in vigore, su base volontaristica, nell’insegnamento superiore. Introdotto nel 1989, questo sistema ha permesso di ottenere più trasparenza e ha facilitato il riconoscimento dei periodi di studi effettuati all’estero. Realizzato in modo volontario, dispone ormai di una base legale quasi ovunque e si applica generalmente ai programmi di tipo licenza e master, secondo l’ultima indagine Eurydice, la rete di informazioni sull’istruzione. Il sistema ECVET sarà totalmente compatibile con il sistema ECTS e segue la stessa logica: facilitare la mobilità dei cittadini europei nell’insegnamento e la formazione professionale. In Europa, i sistemi d’istruzione sono molto frammentati e spesso complessi, e l’insegnamento e la formazione professionale non fanno eccezione alla norma, spiega la Commissione. Il numero di rilascio di attestati e di procedure, persino all’interno di ciascun paese, può rendere difficile il trasferimento delle acquisizioni di apprendimento di un sistema o di un contesto di formazione verso un altro. Il sistema ECVET definisce “unità d’acquisizione di apprendimento” a cui associa punti di credito. Le autorità competenti per la sorveglianza dei rilasci di attestati dagli Stati membri possono, grazie a questo sistema di rilascio di attestati professionali le acquisizioni che provengono dagli altri paesi in base ai punti che venegono associati loro, facilitando così il trasferimento degli acquis.
Lobby
Chi sono i lobbisti?
Il lobbismo, spiega il Parlamento, comprende «attività svolte al fine di influenzare l’elaborazione delle politiche e il processo decisionale delle istituzioni europee», questa attività «è intesa a esercitare un’influenza non solo sulle decisioni politiche e legislative, ma anche sull’attribuzione dei fondi comunitari e sul controllo e l’applicazione della legislazione». In proposito, sottolinea che tutti i soggetti esterni alle istituzioni dell’UE corrispondenti a tale definizione che le influenzano regolarmente «dovrebbero essere considerati lobbisti e trattati nello stesso modo»: i lobbisti professionisti, i lobbisti aziendali “interni”, le ONG, i centri di studi e le associazioni di categoria, i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro, le organizzazioni aventi scopo di lucro e le organizzazioni non-profit nonché gli studi legali, «qualora il loro scopo sia di influenzare gli orientamenti politici anziché fornire assistenza legale e patrocinio in giudizio o prestare assistenza legale». Le regioni e i comuni degli Stati membri, come pure i partiti politici a livello nazionale ed europeo, d’altra parte, «non rientrano nell’ambito di queste norme quando operano conformemente al ruolo previsto dai trattati ed eseguono compiti loro attribuiti dagli stessi».



