Chi sono i lobbisti?
Il lobbismo, spiega il Parlamento, comprende «attività svolte al fine di influenzare l’elaborazione delle politiche e il processo decisionale delle istituzioni europee», questa attività «è intesa a esercitare un’influenza non solo sulle decisioni politiche e legislative, ma anche sull’attribuzione dei fondi comunitari e sul controllo e l’applicazione della legislazione». In proposito, sottolinea che tutti i soggetti esterni alle istituzioni dell’UE corrispondenti a tale definizione che le influenzano regolarmente «dovrebbero essere considerati lobbisti e trattati nello stesso modo»: i lobbisti professionisti, i lobbisti aziendali “interni”, le ONG, i centri di studi e le associazioni di categoria, i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro, le organizzazioni aventi scopo di lucro e le organizzazioni non-profit nonché gli studi legali, «qualora il loro scopo sia di influenzare gli orientamenti politici anziché fornire assistenza legale e patrocinio in giudizio o prestare assistenza legale». Le regioni e i comuni degli Stati membri, come pure i partiti politici a livello nazionale ed europeo, d’altra parte, «non rientrano nell’ambito di queste norme quando operano conformemente al ruolo previsto dai trattati ed eseguono compiti loro attribuiti dagli stessi».



